Una battaglia di civiltà: i contenuti della RAI disponibili su internet in formato Theora/Vorbis/OGG

La RAI rilascia i suoi contenuti in streaming sul suo sito internet.

Questi contenuti non sono rilasciati in un formato libero e aperto, ma attraverso tecnologie proprietarie. Infatti viene utilizzata la tecnologia web Silverlight (la risposta di Microsoft alla tecnologia FLASH di ADOBE), in combinata con i formato audio WMA (windows media audio) e video (VC1 - Windows Media Video 3). Tutti di produzione (e brevetti) Microsoft.

Questa scelta è sbagliata sia dal punto di vista economico, sia per quel che concerne la politica che il servizio pubblico dovrebbe avere:

-- Un servizio pubblico pagato col canone dovrebbe rendere i propri contenuti accessibili su internet nel modo più semplice e libero possibile. Scaricare i contenuti multimediali dal sito della RAI è oltremodo complicato per l'utente medio, i contenuti non sono sotto licenza libera così come non lo sono le tecnologie con le quali tali contributi sono messi sul web.

-- La RAI paga a fior fior di brevetti per l'utilizzo delle tecnologie audio/video. Sono soldi del canone letteralmente buttati via, perchè potrebbero essere risparmiati semplicemente usando tecnologie libere come, appunto, Theora/Vorbis/OGG.

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