È ufficiale: siamo entrati in una nuova, durissima fase della lotta (sociale). Il vecchio barba di Treviri direbbe di classe. Finanziarie, tagli ai salari, pensioni, servizi. La guerra che banche e capitale stavano conducendo fino a poco tempo fa a bassa intensità, smontando cioé welfare e diritti un poco per volta, con la crisi in atto è passata ad essere una guerra guerreggiata a tutto campo. Esplicita. Violenta. Non si fanno prigionieri!
Riporto questo articolo redatto dai militanti si San Precario, per andare in controtendenza con quello che i media ci fanno percepire a proposito della crisi e dell'economia. Siamo infatti pericolosamente abituati a pensare che il sistema della banche, della globalizzazione, del commercio internazionale sia talmente fuori dalla nostra portata che resta ben poco da fare al cittadino defraudato dei suoi diritti politici, al lavoratore in balia della precarietà, allo studente senza prospettive. Invece, questa bella storia che arriva da oltre Manica, ci ricorda che, piccoli come siamo, possiamo ancora fare qualcosa, stando uniti e usando la fantasia.
Buona lettura! (Articolo originale preso da qui)
Questa battuta, tristemente aderente alla realtà italiana, l'ha regalata il comico Paolo Rossi al cronista de Il fatto Quotidiano.
Meglio di molte analisi, restituisce il quadro di una classe politica senza ideali, senza "classe" di riferimento, con in mano una bussola modificata che punta sempre verso una sola direzione: il potere.
L'articolo è tratto da qui.
[...]
- Che pubblico hai?
