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Benvenuti!

Questo sito nasce per condividere I diari della rodoviaria, il racconto dei 45 giorni che Gigi ed io abbiamo trascorso viaggiando per il Brasile. Il diario è stato scritto praticamente giorno per giorno, di getto, quasi come se fosse la trascrizione fedele del flusso di coscienza che giornalmente provavo vivendo le varie esperienze. Per questo motivo, nella sua forma originale, lo scritto può risultare di difficile lettura per chiunque non sia stato un nostro compagno in questo viaggio. Ad esempio, molte volte i personaggi sono introdotti senza un’adeguata presentazione, alcune volte i viaggi sugli autobus sono raccontati senza specificare quale sia la destinazione.

Con la pubblicazione del diario spero principalmente di raggiungere due obiettivi: il primo è quello, banale, di mettere a conoscenza il maggior numero di persone possibile di cosa abbiamo visto e di quello scorcio di realtà brasiliana che abbiamo vissuto. Il secondo, simile eppure molto differente, è quello di condividere, anche se solo in minima parte, le emozioni, il profondo sentire che ci ha accompagnato in molti momenti del viaggio. Portare al cuore e alla pancia, prima che alla testa delle persone, i volti e le storie dei molti compagni di viaggio che abbiamo avuto. È un po' una legge di… giustizia universale: da questo viaggio abbiamo avuto tantissimo (e, speriamo, di avere anche dato almeno un decimo di quello che abbiamo ricevuto) e non sarebbe giusto che tenessimo solo per noi questo tesoro. Va condiviso con altri. Buona lettura.

Col tempo, il sito si è arricchito di varie sezioni e di un blog, per riportare considerazioni, idee, articoli tanto dall'Italia quanto dal Brasile; il mio vincolo con la stella del sud, infatti, perdura ancora oggi.

A che punto è la riforma agraria in Brasile?

 

Riporto un articolo-reportage apparso sul settimanale Carta Capital nel numero del 3 agosto 2011 e scritto dai giornalisti Ricardo Carvalho e Soraya Aggege. Si tratta di un settimanale brasiliano che, nel parco dei settimanali di larga tiratura generalisti (molto spostati a destra), fa sue posizioni variegatamente progressiste. Potremmo dire, molto a spanne, che è l'equivalente dell'Espresso italiano.

L'articolo presenta vari punti di interesse, non ultimi i dati e tabelle che riportano le cifre della riforma agraria negli otto anni di governo Lula. Inoltre, per il fatto di non essere una rivista di movimento, assume ancora più importanza il taglio dell'articolo e le opinioni riportate.

La traduzione è come sempre farina del mio sacco come pure le note racchiuse tra parentesi [ ]. Le immagini, le foto e i grafici sono tratti dal medesimo articolo.

Questo articolo è dedicato a tutti quelli che ancora pensano che Lula sia di sinistra.

Buona lettura.

 

 

La propaganda: un esempio del passato (ma tristemente attuale)

Ormai abbiamo (purtroppo) fatto l'abitudine a non sense tipo guerra umanitaria, esportare la democrazia, guerre al terrore e guerre infinite.

Ma i signori del vapore non hanno inventato la propaganda oggi, ma secoli fa.

Tratto dal libro di Noam Chomsky Anno 501, la conquista continua, ecco un estratto illuminante su come la stampa, la burocrazia e i dispacci governativi statunitensi (ossia la propaganda) raccontarono l'accaduto:

Il lulismo: una analisi della situazione politica del Brasile

A dispetto di una fase economica in piena esplosione (sia dal fronte delle esportazioni, sia per quel che riguarda il mercato interno), testimoniata, da ultimo, dall'essere paese ospitante  delle prossime olimpiadi e del prossimo mondiale, la politica brasiliana sta vivendo una fase asfittica di reflusso e perdita di identità. I sussulti e le elaborazioni di teologie della liberazioni e movimenti senza terra sono ora solo brace che cova sotto uno spesso strato di fredda cenere. L'elezione di Dilma Russef ha rappresentato solo l'ultima tappa di questo percorso.

In questo scenario è utile leggere un'analisi del sociologo del minero (dello stato del Minas Gerais ;-)  Rudà Ricci, ex-petista della prima ora (il PT, Partido dos Trabalhadores, è il partito di Lula e di Dilma) e professore della università PUC-MG (Pontificia Università Cattolica del Minas Gerais). L'intervista è di Tatiana Merlino ed è stata pubblicata sul numero 167 della rivista brasiliana Caros Amigos (CA).

L'articolo, analizzando la base sociale che appoggia Lula e le misure del governo negli otto anni passati, arriva alla conclusione che il lulismo é una politica sviluppista, che punta all'acceso al consumo  da parte delle classi basse da un lato e dall'altro al blocco dell'accesso alla vita pubblica-politica da parte degli stessi soggetti. Come dire: "hai il diritto dovere di spendere (soprattutto indebitandoti), ma non disturbare il manovratore".

La traduzione, ça va sans dire, è mia. Commenti e aggiunte sono tra [quadre]. Buona lettura.

L’aumento dei prezzi degli alimenti in Brasile secondo João Pedro Stedile

Il Brasile sta vivendo un momento di grande espansione economica e, innegabilmente, il pezzo di società che sta usufruendo (in grande o in minima parte) di questa crescita non è irrisorio.
Ma le profonde disparità all’interno delle classi e delle zone geografiche continuano. In particolare, grava sui più poveri il continuo aumento dei prezzi di una risorsa fondamentale: il cibo.

João Pedro Stedile, uno dei capi ventennali dell’MST (Movimento dos trabalhadores rurais Sem Terra) e figura di spicco (a tratti ingombrante) di Via Campesina, propone un’analisi succinta ma precisa, apparsa sul numero di febbraio della rivista Caros Amigos (n° 167).

La traduzione, come sempre, è mia. I commenti sono tra [quadre].

 

Brasile: la bolsa familia, la sinistra e il fumo negli occhi

Il vostro inviato preferito in Brasile vi propone oggi una riflessione sulla consolidante social-democrazia brasiliana.

Prendo spunto da un articolo che mi ha inviato un caro amico, scritto dal senatore petista Eduardo Matarazzo Suplicy (il PT, Partido dos Trabalhadores, è il partito dell'ex presidente Lula e dell'attuale presidenta Dilma )  e che potete leggere qui.

Frei Betto: il governo è come i fagioli... funziona solo nella pentola a pressione!

Sul numero di luglio di “Caros Amigos” (numero 160/2010) è presente una lunga intervista all’eclettico Frei Betto, nella quale, i numerosi intervistatori (Gabriela Moncau, Hamilton Octavio da Souza, Lucia Rodrigues, Tatiana Merlino) spaziano con domande a 360° su politica brasiliana (il 3 ottobre ci saranno le elezioni presidenziali), internazionale, gli anni della dittatura, il PT (il Partido dos Trabalhadores, di cui fa parte Lula), la CUT (la Central Unica dos Trabalhadores, il sindacato che si formò con le lotte degli anni Ottanta), l’MST (il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra, il più grande movimento rurale dell’America Latina). Sebbene in una prospettiva critica, il frate dominicano più volte nell’articolo si augura una continuità col governo Lula, invitando quindi a votare, neanche tanto velatamente, per Dilma Rousseff, la delfina del presidente uscente. E, coerentemente con questa posizione, ribadisce più volte la come questi otto anni di governo Petista siano stati i migliori che il Brasile democratico abbia avuto. Ma la parte più interessante dell’articolo è senza dubbio quella in cui Frei Betto critica con puntualità e precisione le criticità e i tradimenti di questi otto anni: le mancate riforme, l’abbandono del progetto Fome Zero, la genuflessione verso il capitale straniero e il debito estero. E, immancabile, una disamina attenta dei rapporti tra movimenti e potere politico.

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